**Morfeopatica & Fiera**
Dovrei star qui a pensare a un discorso da fare domani per il matrimonio e la mia maledetta condizione di testimone,ma in realtà ho tutt’altro per la testa.
Come tutte le grandi cose le farò all’ultimo minuto. In realtà mi sto arrovellando per cercare di venir fuori da un mal di testa colossale che mi perseguita da giorni nonostante moment e effetti placebo vari.
Il punto della questione ne contiene parecchi. Intorno a me stanno succedendo grossi cambiamenti,persone che si sposano che hanno figli che vanno a convivere che pensano di amarsi però mmh…vediamo forse no. In realtà dico questo non perché mi sento in corsa verso l’affermazione di chissà quale status famigliare,semplicemente perché mi accorgo che tante cose e tante persone stanno cambiando. Chi in bene e chi in peggio. E a questo punto uno dovrebbe chiedersi:”che cazzo ne sai cosa è bene e cosa è peggio?” non ne ho idea. Però è un periodo,che ormai va avanti da parecchio,in cui mi sento decisamente instabile. Parecchie certezze se ne sono andate,alcune anche da un bel pezzo,ma mi sento letteralmente la vita scappare dalle mani. Mi sembra che intorno a me avvengano un sacco di cose belle e interessanti,ma mi sembra di non essere in grado di coglierle in pieno,nel pieno della loro giusta bellezza. Ho paura di perdere occasioni,di prendere decisioni azzardate perché ho paura di perdere quel senso fasullo di sicurezza che forse sbagliando mi sono andata a creare intorno. Il problema è che ora si sta arrivando alla resa dei conti. Laurea,lavoro…queste sono cose che ci sono e davvero ne sono orgogliosa ma non si tratta di stupidi pezzi di carta in cui si stipulano contratti o si afferma la conoscenza di qualcosa…signori,di questo non so che farmene. E forse parlare così non è giusto ma il discorso che faccio è più legato ad una questione di testa,cuore e pancia. E’ il modo in cui affronto ogni giorno la mia faccia davanti allo specchio che mi lascia sempre più sbigottita di me stessa. Di me! Non sapevo dirmi una bugia neanche sotto tortura…ora pur di dire che va male qualcosa mi farei scannare la faccia sul cemento armato e mi lascerei trasportare sui cocci dai un carro di buoi. Cioè..io. io che mi faccio tutto questo. A volte mi odio per tutto il “non detto” che mi circonda. Per la poca chiarezza che uso nei confronti degli altri,perché mi spiace gettare sugli altri cose mie. Ma non perché sono una stronza e non voglio condividere,io lo farei tanto volentieri è solo che mi blocco,penso di non riuscire a spiegarmi di non essere compresa. Eccola,la stronza incompresa.se mi guardo da fuori vorrei prendermi a sberle. E’ solo che non ci riesco,preferisco ingoiare la maledetta bomba a mano invece di scagliarla.rimanendo così,implosa. Lo so che non è giusto,che cioè basta! Basta sfoderare sti merda di sorrisi al mondo. Il mondo se ne frega. Vorrei un sacco avere le palle per dire sempre quando c’è qualcosa che non va invece sempre sto spirito da maledetta suora mancata “no dai…me lo tengo per me questa volta che magari è meglio.”
E io lo so di chi posso fidarmi,ma forse per paura di esternare sempre troppo preferisco rimuginarci su la notte.
Bah..vorrei avere la forza di cambiare. In realtà mi rimane solo un pugno di mosche,un fegato ingrossato e la lacrima facile.
Che però ricaccio giù ogni volta,ogni maledetta volta.praticamente sempre.
Forse dentro di me c’è un mare (di lacrime),solo che ancora non lo so.